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Comunicato stampa
Diana Sport informa che la Fina ha ufficialmente omologato i costumi della linea Cyclone, nella versione modificata.
In relazione alla delibera emanata dal Comitato Esecutivo della FINA in data 22 giugno 2009, nella quale viene diramata la lista dei costumi omologati per le competizioni, manifestiamo però il nostro stupore per un provvedimento che lascia alquanto perplessi. Non ci spieghiamo infatti perché sia stata concessa l’approvazione non solo ai costumi che sono stati modificati, ma anche ad altri che invece non sono stati oggetto di variazioni da parte delle aziende produttrici e che precedentemente erano stati dichiarati non conformi al regolamento.
Ricapitolando brevemente lo svolgersi degli eventi, ricordiamo che Il 19 Maggio la FINA emana una lista di costumi approvati e una seconda lista di costumi che necessitano di modifiche, da effettuarsi entro 30 giorni, perché la commissione ritiene che si possano creare “air trapping effects” (effetti tipo sacche d’aria), vietati dal regolamento. In tale lista di 136 costumi sono presenti anche i modelli della serie Cyclone.
Nella riunione del 18 Giugno tenutasi davanti alla commissione giudicante della Fina, Diana Sport chiede la riammissione dei costumi Cyclone nella versione originaria perché, a suo parere, il motivo della bocciatura è privo di fondamento in quanto la pellicola di poliuretano con cui sono realizzati i costumi è traspirante e quindi non si possono creare “air trapping effects”. In ogni caso Diana Sport presenta al nuovo esame anche modelli modificati, in ossequio alla richiesta formulata espressamente dalla FINA a tutte le aziende che avevano visto i propri modelli “rimandati” nella seduta d’esame precedente.
Il 22 di Giugno la FINA dirama la nuova lista dei costumi approvati dal Comitato Esecutivo che di fatto revisiona la decisione presa il 19 di Maggio, dichiarando esplicitamente che non è possibile, al momento, stabilire con certezza il manifestarsi degli effetti di trattenimento dell’aria in relazione ai diversi costumi.
Ciò premesso, la conseguenza avrebbe dovuto essere che la Fina riammettesse tutti i costumi a cui era stata richiesta la modifica il 19 maggio, proprio perché il presupposto sul quale erano stati chiesti gli interventi di modifica è stato dichiarato dalla FINA stessa privo di fondamento. Purtroppo non è stato così. Diana Sport ed altre aziende si sono viste approvare solo i costumi nella versione modificata mentre c’è chi si è visto confermare il modello originario senza modificazione alcuna.
Diana Sport ha chiesto spiegazioni ufficiali alla Fina, perché desidera che il principio di equità sia garantito per tutti i produttori e che quindi la competizione tra gli stessi si svolga su un piano di parità di condizioni, come anche gli stessi valori fondamentali dello sport insegnano.
Ciò posto Diana Sport, dimostrando ancora una volta di essere un’industria all’avanguardia anche in questo momento di enorme confusione regolamentare e soprattutto di essere un’azienda fedele fino in fondo ai valori di lealtà e correttezza che da sempre ne informano l’attività, è in grado fin da ora di fornire ai propri atleti e a tutti gli appassionati di nuoto modelli che sono ai vertici per contenuto tecnologico e prestazioni, offrendo loro il miglior supporto tecnico per ottenere i migliori risultati possibili.
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